Il tema della presenza dei media nelle aule di giustizia rappresenta uno dei punti di maggiore attrito tra il diritto di cronaca, garantito dalla Costituzione, e la necessità di preservare la genuinità della formazione della prova nel dibattimento penale.
Un caso emblematico di questo bilanciamento è rintracciabile nel processo celebrato dinanzi alla Corte d’Assise di Bologna, presieduta dal Dott. Fabio Cosentino con la Dott.ssa Simona Siena come Giudice a latere, assistiti dalla giuria popolare.
Durante l’udienza, iniziata alle ore 09.26 con l’intervento del Pubblico Ministero Dott. Giampiero Nascimbeni, la Corte ha dovuto affrontare le istanze presentate da diverse testate giornalistiche desiderose di documentare le fasi del processo.
La decisione del Collegio ha operato una distinzione netta tra le diverse tipologie di media, autorizzando la testata giornalistica regionale della RAI alla videoregistrazione, ma rigettando al contempo la richiesta formulata da RTI per la trasmissione “Le Iene”.
La motivazione alla base di tale diniego risiede nella natura stessa del format televisivo: pur riconoscendo il valore informativo del programma, la Corte ha ravvisato un taglio non esclusivamente giornalistico che, in un delicato bilanciamento di interessi, avrebbe potuto interferire con l’autenticità e la spontaneità delle deposizioni di testimoni e consulenti tecnici.
Tale provvedimento si inserisce nel solco dell’articolo 147 delle norme di attuazione del codice di procedura penale, che subordina l’ingresso delle telecamere alla condizione che non ne derivi pregiudizio per il sereno svolgimento dell’udienza o per la libertà di autodeterminazione delle parti e dei testimoni. È interessante notare come la Corte abbia invece mostrato maggiore apertura verso la fotografia statica e il giornalismo di cronaca pura; dopo una breve camera di consiglio terminata alle ore 11.01, è stata infatti concessa l’autorizzazione a scattare foto ai rappresentanti de Il Resto del Carlino, dell’Ansa e di Dire, previo nulla osta delle parti presenti, tra cui i difensori degli imputati e delle parti civili.
Questo scenario sottolinea quanto sia centrale il ruolo del Presidente nel regolare l’esposizione mediatica del processo, arrivando persino a disporre, come avvenuto in questo caso ex art. 134 e 510 c.p.p., che il verbale sia redatto in forma riassuntiva con contestuale fonoregistrazione e videoregistrazione interna, pur con le sfide tecniche legate alla stabilità della rete d’aula.
Il verbale si è poi chiuso alle ore 11.12, lasciando agli atti una decisione che farà giurisprudenza sulla gestione dei media nei grandi processi di Assise.
Di seguito il link per la lettura dell’ordinanza
https://www.giurisprudenzapenale.com/wp-content/uploads/2026/03/bologna-verbale-rai-iene.pdf
